Blockchain e Finanza

di Lorenzo Nunzella
01/03/2019
2 minuti

Blockchain è un termine ormai sempre più diffuso in diversi campi, dalla politica alle applicazioni tecnologiche, dall’industria ai servizi. La curiosità della comunità social e dei media ha fatto sì che fosse uno dei temi più discussi negli ultimi due anni, ciononostante parlarne più di prima non è stato (finora) sufficiente a rendere più comprensibili i principi che stanno alla base di questo fenomeno (potenzialmente) rivoluzionario.

Trovare informazioni puntuali, chiare e adeguatamente sintetiche e intellegibili sul tema blockchain è più difficile di quanto sembri. Se da una parte, infatti, spesso le si attribuiscono proprietà tecno-taumaturgiche in grado di rimediare a tutte le storture tipiche dei rapporti tra le varie istituzioni create dall’uomo, dall’altra non in pochi hanno evidenziato i rischi legati all’aspetto utopico- futuristico di questa tecnologia, spesso imprecisamente confusa con le criptovalute.

D’altronde le tecnologie rivoluzionarie non nascono all’improvviso, bensì sono una naturale conseguenza dalle attività di ricerca, studio e sperimentazione da parte di professionisti/imprese/altre figure votati all’innovazione e allo sviluppo. Con la tecnologia blockchain abbiamo finalmente la possibilità di esplorare le potenzialità di una soluzione progettata per effettuare transazioni valide e sicure su Internet senza la necessità di un’autorità centrale.

La blockchain appartiene al reame delle distributed ledger technologies (DLT). Una DLT si definisce come un database in cui i dati sono condivisi, replicati e sincronizzati fra gli utenti di una rete decentralizzata. Una delle maggiori criticità legate al funzionamento della DLT è la tolleranza verso attori malevoli partecipanti alla rete (se ne parlò per la prima volta già nel 1982 Il problema dei generali bizantini, Leslie Lamport, Robert Shostak e Marshall Paese).

Potrebbe a questo punto essere utile ripercorrere i passaggi chiave che hanno portato alla nascita della tecnologia blockchain (quella che segue vuole essere una lista senza alcuna pretesa di completezza).

Timeline delle maggiori tappe del Bitcoin

Time-stamping

Nel 1991 i due crittografi Haber e Stornetta propongono soluzioni al problema della registrazione temporale dei dati digitali, pubblicando l’articolo intitolato How to Time-Stamp a Digital Document. Nell’articolo vengono descritti processi utili a marcare temporalmente il dato nonché ad impedire una successiva modifica di tale marcatura grazie ad algoritmi di hashing crittografici (in grado di produrre un ID univoco per ogni dato criptato).

Le tecnologie Ecash, Bmoney, Bitgold ed Hashcash

Le prime soluzioni per effettuare transazioni digitali risalgono a circa 20 anni prima della nascita di Bitcoin.

Ecash, Bmoney, Bitgold e Hashcash sono alcuni dei progetti concreti, sviluppati tra gli anni Ottanta e i primi anni del Duemila, che hanno preceduto la strutturazione del protocollo bitcoin; essi in particolare proposero soluzioni in merito al meccanismo di consenso, alla sicurezza della rete, alla registrazione e immutabilità dei dati e al double-spending.

Il tema della fiducia all’interno di una rete decentralizzata

Nel 2002 i crittografi David Mazières e Dennis Shasha pubblicano un articolo intitolato Building secure file systems out of Byzantine storage. Nell’articolo, i due ricercatori descrivono una struttura decentralizzata prodromica della blockchain basata sull’algoritmo di hashing SHA256 per salvare i dati delle transazioni in blocchi.

Bitcoin

Nel 2008 viene pubblicato il white paper Bitcoin: A Peer to Peer Electronic Cash System ad opera di Satoshi Nakamoto. Partendo da principi fondamentali espressi in alcuni degli articoli sopracitati, nel white paper si individuano soluzioni alle difficoltà incontrate dai progetti precedenti, quali ad esempio double-spending, time-stamping e strutturazione di network peer-to-peer trustless.

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