Finanza Strutturata: che cos’è e quali strumenti?

di Valerio Franzoso
08/01/2020
9 minuti

La finanza strutturata nasce durante la seconda metà degli anni Ottanta, successivamente alla deregolamentazione del settore finanziario in USA e UK, e rappresenta uno speciale segmento del settore che ha come obiettivo quello di rendere liquidi asset che tipicamente non lo sono redistribuendo il rischio all’interno del sistema finanziario.

I benefici legati a una maggiore liquidità degli asset si ottengono attraverso il processo di “cartolarizzazione”, che prevede l’impacchettamento di singoli strumenti – generalmente debiti- in nuovi titoli che abbiano come sottostante gli strumenti stessi.

La Cartolarizzazione

La cartolarizzazione si rende necessaria in quanto, nella maggior parte dei casi, i singoli prestiti presentano caratteristiche peculiari che incidono sulla liquidabilità dell’asset. L’unione di singoli cespiti in un unico paniere permette di creare un titolo con caratteristiche maggiormente standardizzate e, di conseguenza, più appetibili per gli attori del mercato dei capitali.

L’impacchettamento dei prestiti avviene seguendo criteri di rischio: si vengono così a creare emissioni con diversi livelli di rischio “senior” (basso), “mezzanine” (medio) e “junk” (alto). Una volta cartolarizzati, gli strumenti creati possono trovare collocazione presso i singoli investitori anche in piccole tranche. Il processo di frazionamento permette così di ridurre il livello generale di rischio nei confronti dell’intero sistema finanziario.

Il Debito

Le varie tipologie di strumenti che vengono creati attraverso operazioni di finanza strutturata appartengono alla sfera del debito privato. Quest’ultimo si divide in due categorie principali: prestiti di emanazione bancaria (tra i quali è possibile citare i prestiti garantiti da beni reali o finanziari, non garantiti, revolving, finanziamenti a vista, mutui o prestiti agevolati, con rimborso in unica soluzione e altri meno utilizzati), carta commerciale, cambiali, microcredito o combinazioni delle categorie precedenti come prestiti con peculiarità particolari che prendono la forma di mutui o obbligazioni, risultato di finanza strutturata.

I principali strumenti di finanza strutturata

  • Prestiti sindacati, chiamati anche finanziamenti in “pool”. Sono dei finanziamenti concessi da una pluralità di istituti di credito uniti in un unico “pool”, con la finalità di erogare un finanziamento particolarmente importante o rischioso ad un singolo soggetto redistribuendo il rischio tra gli istituti partecipanti;
  • Asset backed security (ABS), è uno strumento finanziario che rappresenta un gruppo di titoli sottostanti (tipicamente illiquidi e difficili da collocare singolarmente) dal quale deriva un flusso di pagamento. Grazie a quest’ultimo è possibile definire il valore del titolo, considerato il livello di rischio degli asset presenti;
  • Titolo ibrido, è un titolo che combina due o più strumenti finanziari. Essi generalmente presentano le caratteristiche tipiche sia delle obbligazioni sia dei titoli azionari (come nel caso delle obbligazioni convertibili). Il risultato è un titolo con le peculiarità di una obbligazione influenzato dal prezzo dell’azione del titolo nel quale esso è convertibile;
  • Strumento finanziario sintetico, è un titolo creato per replicare il payoff di uno strumento sfruttando l’utilizzo di altri titoli diversi dal primo. Lo scopo è quello di combinare le specifiche necessità di cassa di un investitore senza tuttavia utilizzare quello specifico strumento che genererebbe tale flusso. Spesso si ricorre a questo tipo di soluzione per ragioni di ottimizzazione fiscale.
  • Mortgage backed security (MBS), è uno strumento cartolarizzato che ha come titoli sottostanti un contratto di mutuo o un gruppo di mutui. Generalmente questo tipo di strumenti genera un flusso di pagamento periodico legato ai singoli flussi dei titoli sottostanti: maggiore è il numero di pagamenti periodici, maggiore, di norma, è il rischio associato ai mutui cartolarizzati all’interno dello strumento. Tali strumenti sono frequentemente oggetto di rating da parte di agenzie specializzate al fine di segmentare le emissioni in base al rischio associato a coloro che devono ripagare il debito;
  • Collateralized debt obligation (CDOs), sono strumenti molto sofisticati. Si tratta infatti di obbligazioni cartolarizzate il cui rimborso si basa esclusivamente su di un insieme di altri asset a loro volta cartolarizzati (es. ABS). Le strutture tecniche di questo strumento possono essere varie. È infatti possibile che il titolo risultante dalla cartolarizzazione incorpori un effetto leva rispetto ai titoli di cui è composto, oppure che sia possibile sostituire i titoli sottostanti al verificarsi di eventi precedentemente contrattualizzati. Ogni pool di titoli che deve essere cartolarizzato segue un processo di impacchettamento finalizzato a ottenere un livello di rischio omogeneo. Le varie tranche seguono la denominazione precedentemente descritta. Naturalmente, a un maggiore livello di rischio corrisponde una maggiore possibilità di rendimento. Come è facile intuire, il valore del CDO sarà fortemente influenzato dal valore e dalla solidità dei titoli che ne compongono la garanzia sottostante;
  • Collateralized bond obligation (CBOs), è una variante del CDO. Normalmente si tratta di un’obbligazione che combina una parte di titoli sottostanti investment grade con una componente junk, che fa in modo che il rendimento finale sia decisamente superiore rispetto ad uno strumento composto esclusivamente da titoli molto sicuri. Sono comunque strumenti che hanno rating investment grade poiché l’estrema diversificazione garantisce un rating adeguato alle necessità della maggior parte dei fondi che per statuto non possono detenere strumenti con rating junk;
  • Collateralized mortgage obligation (CMO), si tratta di una variante del CDO che nella consuetudine presenta un coupon a tasso fisso, garantito da mutui come collaterale. Anche questi strumenti cartolarizzati vengono segmentati in base al rischio dei mutui sottostanti, che ne influenza il rendimento finale;
  • Collateralized loan obligation (CLO), del tutto simile al CMO, utilizza come collaterale prestiti o pool di prestiti anziché mutui;
  • Credit default swap (CDS), si tratta di uno strumento utile a trasferire ad altri soggetti il rischio connesso a uno specifico emittente di debito. L’acquirente di un CDS paga al venditore dello strumento un premio legato alla scadenza del debito e alla rischiosità dell’emittente; il venditore, invece, ha l’obbligo di garantire (ed eventualmente rimborsare) il debito per il quale ci si è assicurati tramite lo swap in caso di uno specifico evento di credito (tipicamente il fallimento dell’emittente);
  • Credit-linked note (CLN), è uno strumento al quale è connesso un CDS che consente di trasferire il rischio di credito a un altro soggetto. Questo tipo di titolo è solitamente emesso da un veicolo creato ad hoc (special purpose vehicle – SPV) o da un trust, collateralizzato con un titolo dal massimo grado di affidabilità (rating AAA). Come tutti questi tipi di strumento, anche il CLN emette un flusso di cassa periodico durante la propria vita.

Articolo a cura di Valerio FranzosoLa finanza strutturata nasce durante la seconda metà degli anni Ottanta, successivamente alla deregolamentazione del settore finanziario in USA e UK, e rappresenta uno speciale segmento del settore che ha come obiettivo quello di rendere liquidi asset che tipicamente non lo sono redistribuendo il rischio all’interno del sistema finanziario.

I benefici legati a una maggiore liquidità degli asset si ottengono attraverso il processo di “cartolarizzazione”, che prevede l’impacchettamento di singoli strumenti – generalmente debiti- in nuovi titoli che abbiano come sottostante gli strumenti stessi.

La Cartolarizzazione

La cartolarizzazione si rende necessaria in quanto, nella maggior parte dei casi, i singoli prestiti presentano caratteristiche peculiari che incidono sulla liquidabilità dell’asset. L’unione di singoli cespiti in un unico paniere permette di creare un titolo con caratteristiche maggiormente standardizzate e, di conseguenza, più appetibili per gli attori del mercato dei capitali.

L’impacchettamento dei prestiti avviene seguendo criteri di rischio: si vengono così a creare emissioni con diversi livelli di rischio “senior” (basso), “mezzanine” (medio) e “junk” (alto). Una volta cartolarizzati, gli strumenti creati possono trovare collocazione presso i singoli investitori anche in piccole tranche. Il processo di frazionamento permette così di ridurre il livello generale di rischio nei confronti dell’intero sistema finanziario.

Il Debito

Le varie tipologie di strumenti che vengono creati attraverso operazioni di finanza strutturata appartengono alla sfera del debito privato. Quest’ultimo si divide in due categorie principali: prestiti di emanazione bancaria (tra i quali è possibile citare i prestiti garantiti da beni reali o finanziari, non garantiti, revolving, finanziamenti a vista, mutui o prestiti agevolati, con rimborso in unica soluzione e altri meno utilizzati), carta commerciale, cambiali, microcredito o combinazioni delle categorie precedenti come prestiti con peculiarità particolari che prendono la forma di mutui o obbligazioni, risultato di finanza strutturata.

I principali strumenti di finanza strutturata

  • Prestiti sindacati, chiamati anche finanziamenti in “pool”. Sono dei finanziamenti concessi da una pluralità di istituti di credito uniti in un unico “pool”, con la finalità di erogare un finanziamento particolarmente importante o rischioso ad un singolo soggetto redistribuendo il rischio tra gli istituti partecipanti;
  • Asset backed security (ABS), è uno strumento finanziario che rappresenta un gruppo di titoli sottostanti (tipicamente illiquidi e difficili da collocare singolarmente) dal quale deriva un flusso di pagamento. Grazie a quest’ultimo è possibile definire il valore del titolo, considerato il livello di rischio degli asset presenti;
  • Titolo ibrido, è un titolo che combina due o più strumenti finanziari. Essi generalmente presentano le caratteristiche tipiche sia delle obbligazioni sia dei titoli azionari (come nel caso delle obbligazioni convertibili). Il risultato è un titolo con le peculiarità di una obbligazione influenzato dal prezzo dell’azione del titolo nel quale esso è convertibile;
  • Strumento finanziario sintetico, è un titolo creato per replicare il payoff di uno strumento sfruttando l’utilizzo di altri titoli diversi dal primo. Lo scopo è quello di combinare le specifiche necessità di cassa di un investitore senza tuttavia utilizzare quello specifico strumento che genererebbe tale flusso. Spesso si ricorre a questo tipo di soluzione per ragioni di ottimizzazione fiscale.
  • Mortgage backed security (MBS), è uno strumento cartolarizzato che ha come titoli sottostanti un contratto di mutuo o un gruppo di mutui. Generalmente questo tipo di strumenti genera un flusso di pagamento periodico legato ai singoli flussi dei titoli sottostanti: maggiore è il numero di pagamenti periodici, maggiore, di norma, è il rischio associato ai mutui cartolarizzati all’interno dello strumento. Tali strumenti sono frequentemente oggetto di rating da parte di agenzie specializzate al fine di segmentare le emissioni in base al rischio associato a coloro che devono ripagare il debito;
  • Collateralized debt obligation (CDOs), sono strumenti molto sofisticati. Si tratta infatti di obbligazioni cartolarizzate il cui rimborso si basa esclusivamente su di un insieme di altri asset a loro volta cartolarizzati (es. ABS). Le strutture tecniche di questo strumento possono essere varie. È infatti possibile che il titolo risultante dalla cartolarizzazione incorpori un effetto leva rispetto ai titoli di cui è composto, oppure che sia possibile sostituire i titoli sottostanti al verificarsi di eventi precedentemente contrattualizzati. Ogni pool di titoli che deve essere cartolarizzato segue un processo di impacchettamento finalizzato a ottenere un livello di rischio omogeneo. Le varie tranche seguono la denominazione precedentemente descritta. Naturalmente, a un maggiore livello di rischio corrisponde una maggiore possibilità di rendimento. Come è facile intuire, il valore del CDO sarà fortemente influenzato dal valore e dalla solidità dei titoli che ne compongono la garanzia sottostante;
  • Collateralized bond obligation (CBOs), è una variante del CDO. Normalmente si tratta di un’obbligazione che combina una parte di titoli sottostanti investment grade con una componente junk, che fa in modo che il rendimento finale sia decisamente superiore rispetto ad uno strumento composto esclusivamente da titoli molto sicuri. Sono comunque strumenti che hanno rating investment grade poiché l’estrema diversificazione garantisce un rating adeguato alle necessità della maggior parte dei fondi che per statuto non possono detenere strumenti con rating junk;
  • Collateralized mortgage obligation (CMO), si tratta di una variante del CDO che nella consuetudine presenta un coupon a tasso fisso, garantito da mutui come collaterale. Anche questi strumenti cartolarizzati vengono segmentati in base al rischio dei mutui sottostanti, che ne influenza il rendimento finale;
  • Collateralized loan obligation (CLO), del tutto simile al CMO, utilizza come collaterale prestiti o pool di prestiti anziché mutui;
  • Credit default swap (CDS), si tratta di uno strumento utile a trasferire ad altri soggetti il rischio connesso a uno specifico emittente di debito. L’acquirente di un CDS paga al venditore dello strumento un premio legato alla scadenza del debito e alla rischiosità dell’emittente; il venditore, invece, ha l’obbligo di garantire (ed eventualmente rimborsare) il debito per il quale ci si è assicurati tramite lo swap in caso di uno specifico evento di credito (tipicamente il fallimento dell’emittente);
  • Credit-linked note (CLN), è uno strumento al quale è connesso un CDS che consente di trasferire il rischio di credito a un altro soggetto. Questo tipo di titolo è solitamente emesso da un veicolo creato ad hoc (special purpose vehicle – SPV) o da un trust, collateralizzato con un titolo dal massimo grado di affidabilità (rating AAA). Come tutti questi tipi di strumento, anche il CLN emette un flusso di cassa periodico durante la propria vita.
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